Interviste a Professional handlers

Roberta Semenzato: Collista "inside"

Intervista pubblicata nel numero di Luglio 2007 della rivista russa AmberDog

 

 

1) Roberta parlaci di te, da dove arrivi?

 

Mi chiamo Roberta Semenzato, sono nata nel 1986 in un piccolo paese nei pressi di Venezia nel nord Italia. Sono cinofila da sempre ma handler da poco, pochissimo tempo. La passione per la cinofilia è nata negli anni crescendo come una malattia che non guarisce e i cani ormai non sono parte della mia vita ma la riempiono al cento per cento.

 

2) Qual è stato il tuo primo cane (razza, nome)?

 

Il mio primo cane fu un meticcio nero che chiamai Boby, è stato il regalo di nozze dei miei genitori da parte di un loro amico. Dopo di lui arrivarono 2 yorkshire terriers (Toby e suo figlio Rudy) e poi finalmente il mio primo pastore scozzese a p.l.

 

 

3) Quanti cani e di che razza vivono con te in questo momento?

 

Al momento vivono con me 3 pastori scozzesi p.l. e 1 pastore scozzese p.c.: il primo arrivò nel 1998 da un allevamento di Milano, si chiama AIACE ULTIMATUM (multi ch.)  ed è stato (ed è tuttora) il mio primo campione e soprattutto il cane che mi ha fatto innamorare sia della razza che del mondo delle esposizioni. Arrivò poi nel 2000 VIVALDINERO DELLA CAMBIANELLA (multi ch.), poi CHANEL BLEU DELLA CAMBIANELLA (multi ch.) ed infine il coronamento dei miei sogni: la smooth c. BALLET DANCER IN BLACK DEL CASTELGAVONE (multi ch.), attualmente detentrice di numerosi record nonché unica in Italia ad aver vinto un BISS!

 

4) Come hai cominciato a lavorare con i cani a livello professionale? Hai partecipato a qualche competizione di giovani presentatori? Hai avuto successo in esse?

 

Sinceramente ho preso parte a poche competizioni di JH e senza mari risultati degni di nota… Ho cominciato nel 2005  ad esporre i soggetti della mia amica allevatrice di rough collies Laura Giordano (all.to del Tindari), lei è stata non solo la mia prima cliente ma soprattutto la prima a vedere in me un futuro da handler riponendomi la sua piena fiducia ed affidandomi i suoi soggetti migliori. Il primo passo che ho fatto per capire di più la strada che avevo intrapreso, fu di prendere parte a un corso di dieci giornate di junior handling tenuto dalla c.ssa europea, italiana, multi ch e trofeo alla carriera di junior handling Aurora Lovison grazie alla quale ho potuto approfondire le mie conoscenze su questa disciplina e trasmetterle successivamente ad altri handlers piu giovani di me.

 

5) Quali razze esponi piu spesso? Sei specializzata in alcune? Hai dei gruppi preferiti? Che razze preferisci esporre e perchè? Secondo te qual è la razza piu difficile da esporre e perchè?

Essendo praticamente da sempre la mia razza ho ormai una buona dimestichezza con i pastori scozzesi: in pochi anni ho omologato numerosi campioni esteri, internazionali e un vice campione mondiale. Adoro esporre i cani di questa razza: un pastore scozzese accuratamente toelettato e presentato è sempre spettacolare ed è proprio il loro fascino elegante ma rustico a renderli la mia razza prediletta.
Come molti handlers ho maturato la mia esperienza soprattutto nei gruppi dei pastori e dei nordici, cani dei quali adoro talaltro lo splendido carattere e le doti fisiche, ma la mia curiosità mi spinge a voler lavorare con cani di tutte le razze, caratteri, tipi di pelo ecc.. proprio per questo non esiste una razza che trovo piu difficile dell’altra da esporre perché se un bassethound puo rivelarsi a volte troppo testardo, d’altro parte trovo il pelo impossibile di uno schnauzer e dall’altra la difficoltà di gestione di un qualsiasi cane di grande mole.

 

6) Perchè hai deciso di avere pastori scozzesi? C'è qualcosa di speciale in queste razze?

Il r.c. non può non colpirti! Ha un’incredibile eleganza ma allo stesso tempo vedi il fascino del cane rustico; sono animali speciali, puoi leggere il loro pensiero nel loro sguardo e sai che mentre gli parli loro ti ascoltano, hanno un carattere veramente intuitivo e un attaccamento passionale ma mai morboso nei confronti della loro famiglia: se sai guardare oltre al loro mantello, scopri che ciò che c’è sotto è ancor più bello.
Ciò che invece mi ha fatto innamorare del c.p.c. è stata la diversità di comportamento e stile di vita: ha un carattere parallelo a quello del suo cugino “piu bello”, ma differisce da lui nella vivacità e nella vitalità che mette in tutto ciò che fa. E’ un cane piu sportivo, giovane, audace… molto più “border”, e per questo anche in Italia comincia ad essere molto apprezzato negli sport cinofili più diversi.
In poche parole il p.l. potrebbe rappresentare la balia di una bambina, il p.c. la sua migliore amica!

 

7) Come prepari un cane ad una esposizione? Ci sono dei segreti?

Non ci sono segreti, tutto ciò che so lo devo ai corsi ai quali ho partecipato e alla mia esperienza. I miei cani e quelli che addestro vivono gli allenamenti così come gli show stessi un momento speciale da condividere con me: un gioco diverso ma sempre divertente durante il quale non esistono azioni sbagliate ma solo premi.
Non credo nell’addestramento incentrato sulla dominanza, cerco di mettermi quando possibile allo stesso livello del can che conduco fino a convincerlo che sia lui a decidere cosa e come fare; trovo che un cane debba colpire non solo per ciò che è, ma anche per ciò che sa di essere perché non c’è cane piu bel di quello che sa di esserlo.


8) Toeletti i cani che esponi?

Sono convinta che un p.h. non può definirsi tale se non sa addestrare e toelettare i cani che presenta. Sicuramente non si può sapere tutto subito, come dice il detto non si nasce imparati, per questo ritengo sia essenziale non accontentarsi mai e cercare sempre di imparare di più da tutti e su tutto! Potremmo anche fare un best in show con un barbone toelettato alla continental dalla toelettatrice sotto casa o con uno schnauzer preparato dal suo proprietario fino al momento subito precedente l’entrata del ring… ma vogliamo paragonare il piacere vero e completo di un cane preparato da noi sotto tutti i punti di vista: dell’addestramento, della presentazione e della toelettatura!? Si: toeletto io i cani che espongo e – errori a parte – sono fiera di farlo.

 

9) Ci sono molti allevatori/proprietari che necessitano dell'aiuto di un handler? Sei daccordo che un handler non possa esporre solo cani validi (tipici)? Come decidi se esporre o meno un cane? In che caso ne rifiuti uno?

Ci sono molti motivi che spingono un allevatore o un privato a chiedere l’aiuto di un handler, spesso di tratta di cani difficili, con problemi caratteriali o che necessitano di una cura del pelo che i padroni non sanno affrontare; in altri casi si tratta semplicemente di motive logici e di mancanza di tempo per recarsi in esposizioni spesso troppo distanti.
Credo che un handler debba esporre solo cani un cui crede per dimostrare di conoscere l’utilità finale di una esposizione: quella del confronto cinotecnico mirato alla selezione.
Chi come me è agli inizi può accettare anche cani mediocri, perché questi gli saranno utili per accrescere la propria esperienza, ma raggiunto un certo livello è meglio mostrare ai giudici che sappiamo valutare i cani che portiamo, d'altronde come si può esporre al meglio un cane se non si crede in esso?

 

10) Hai lavorato per qualche allevamento o per qualche professional handler? Parlaci delle tue espoerienze.

Come ho detto cominciai lavorando per un allevamento di collies, ma I soggetti arrivavano a casa mia dove stavano anche fino a sei, sette mesi per poi tornare a casa a carriera ultimata. Nel tempo ho lavorato un breve periodo per il p.h. Fabrizio Manni (Absolute Mann whippets) ed in seguito ho collaborato un anno con Fabio Cardea. Infine da Febbraio 2007 lavoro a Pavia presso l’handler americano Richard Hellman. Conobbi Richard quando il mio primo collie era ancora un puppy prendendo parte ad alcuni corsi che tenne, fu sempre lui il mio punto di riferimento e poter stare a contatto con il suo lavoro è un’opportunità che sembrava dover rimanere solo un sogno… gli devo veramente tanto.

 

11) Come ti poni nel ring? Qual'è il tuo comportamento verso esperti, giudici, cani e avversari?

Cerco di non essere sopra le righe quando espongo: il mio dovere di handler è quello di esporre al meglio I cani che mi affidano rimanendo fedele alle regole, rispettando I giudici e senza mai infastidire in alcun modo gli altri espositori. Fortunatamente l’emozione nel ring mi assale solo al momento della premiazione e cio mi permette di rimanere non solo lucida, ma ancor meglio rilassata tanto da potermi concedere quattro chiacchere con il mio “avversario” durante il giudizio degli altri cani. Sono convinta che per fare bene il proprio lavoro non sia necessario compiacere i giudici con sorrisi sforzati o voltare le spalle al nostro avversario in caso di difficoltà. Prima di essere handlers siamo tutti espositori e prima ancora persone con la stessa identica passione.
 

1.   12) Non è un segreto che per esporre bisogna viaggiare parecchio. In media a quante esposizioni partecipi in un anno? Quali Paesi hai visitato? In quali hai trovato un miglior livello di organizzazione e perché?

 

Partecipo solitamente a 4 esposizioni al mese durante l’autunno, l’inverno e la primavera, in estate limito le mete per il benessere dei cani che subiscono molto piu di noi lei alte temperature. Gli stati in cui espongo piu spesso oltre l’Italia sono Austria, Svizzera, Slovenia e Croazia; ma ho esposto anche in San Marino, Ungheria, Serbia e Montenegro, Bosnia, Repubblica Ceca, Polonia. L’Italia avendo un numero vastissimo di esposizioni non può contare su una media alta di organizzazione ma alcune cominciano a diventare delle mete veramente importanti e rinomate come i doppi cacib di Reggio Emilia e Modena e quello di Oriveto e Sanmarino. Per quanto riguarda l’ambiente espositivo, i rings, mi piace molto lo stile quasi americano di alcune esposizioni ungheresi; gli “uffici interni” sono eccellenti in Slovenia (il record è stata l’omologazione di campionato di un cane avvenuta a meno di 7 giorni dall’ultimo cac), mentre impeccabile è l’organizzazione di quelli Austriaci: le iscrizioni on-line sono arricchite da un database personale con i dati dei propri cani, al ritiro delle buste sanno già se una persona ritirerà quelle di diversi proprietari e mi è addirittura capitato di vedermi recapitata  a casa la targhetta che si era staccata dalla coppa di una riserva di bis… se non è organizzazione questa!

 

13) Qual è stata l'esposizione piu memorabile di cui vuoi parlarci?

 

Una delle esposizioni che più mi hanno soddisfatta è stata la recente mondiale di Poznan nel 2006. Ero partita per motivi logistici solo con tre cani: la mia smooth collie BALLET DANCER IN BLACK DEL CASTELGAVONE reduce da un recente record per aver vinto un best in show in raduno, il samoiedo che esponevo in quel periodo e che era anche uno dei miei cani di punta BOLD PRINCE OF YOSHI AND US (prop. Franco Davidoni) e il rough collie I WILL LOVE YOU (prop. Patrizia Todisco).

Partii il martedì mattina, ancora stravolta da una un po’ deludente doppia internazionale di Losanna (CH) e il primo giorno cominciai con Willy… la classe era talmente numerosa che durante il tempo trascorso tra il suo giudizio e quello dell’ultimo della libera feci in tempo ad esporre Cady che ottenne il cac e così il titolo di campionessa polacca. Mi ritrovai a dover lasciare Yoshi alle sapienti mani della sua allevatrice che però non mancò il bersaglio neppure lei ed ottenne il cac nella sua classe. Tornai poi con Willy e con enorme stupore dopo un lungo spareggio con una importante allevatrice vinci la classe e così il titolo polacco. Ma l’emozione non finì li e il quasi-sonosciuto rough collie che portavo mi regalò un’ultima lacrima vincendo anche il titolo di vice campione del mondo.

Probabilmente alcuni lettori hanno avuto il piacere di godere di vittorie ben piu grandi… ma permettetemi finchè sono giovane di godere ancora di queste piccole ma forti emozioni.

 

1.   14) Ti è mai capitato qualche cosa di divertente o strana mentre esponevi un cane? Ti va di condividere quel moment con noi? Come te la sei cavata? Cosa hai fatto?

 

Non ricordo nessuna particolare situazione divertente, al di la di qualche scivolone sull’erba bagnata al momento non ho nulla da raccontare, magari chissà nella prossima intervista potrebbero esserci degli aggiornamenti (speriamo di no!).

 

1.   15) Passi i tuoi consigli agli altri handler o giovani handlers? Hai un tuo pupillo che sta imparando tutto da te?

 

Nel tempo libero sono una web master e web designer e posso dire di aver creato il primo sito italiano dedicato interamente all’handling e allo junior handling. In questo sito così come nelle relazioni di tutti i corsi a cui ho partecipato espongo al mondo tutto ciò che ho imparato: non sono dell’idea di nascondere i trucchi, preferisco avere il piacere di diffonderli e confrontarli con quelli degli altri. Non ho nessun pupillo, per me lo diventa qualsiasi persona venga da me a chiedermi un consiglio, un parere, un’idea… e ancor mi sembra strano che chiedano proprio a me!

 

16) Hai qualche hobby? Come passi il tuo tempo libero dalle esposizioni?

 

Oltre al computer sono una grande appassionata di fotografia, una volta infatti eseguivo in ogni esposizione dei servizi fotografici ma purtroppo ormai manca il tempo. E’ comunque sempre tutto legato alle esposizioni così come i siti che ho creato sono tutti a tema cinofilo di allevamenti, toelettatori, handlers… Sono anche una “fissata” di esposizioni in stile americano: il mio sogno è quello di visitare un giorno l’esposizione di Westminster e la magia dei ring e dei cani quasi perfetti preparati dai migliori handlers del mondo.

 

17) Il tuo messaggi a chi intende avvicinarsi al mondo delle esposizioni e diventare handler?

 

Se volete esporre il vostro soggetto ricordatevi la parola d’ordine: DIVERTITEVI! Non esiste alcun motivo di continuare a partecipare alle esposizioni se voi o il vostro cane non provate piacere nel farlo.

 

18) C'è qualche allevamento di pastori scozzesi a pelo lungo e corto che ritieni piu importante a livello europeo / mondiale?

 

Essendo giovane purtroppo non ho potuto godere dei grandi allevamenti storici, nella mia “top ten” però non possono di certo mancare gli Steadlyn/Steadwyn e il loro inconfondibile tipo, i Cambianella, Nyitramenti e per quanto riguarda gli smooth collies Sandcastels, Foxearth, Belpepper’s, Jack macks e l’ormai purtroppo estinto Castelgavone.

 

19) Secondo te quali sono gli allevatori di questa razza piu importanti ed influenti?

 

Non puoi definirti colliesta se non conosci l’affisso di Cambiano della sig.ra giudice M. T. Garabelli: è altissima la percentuale dei collies che hanno almeno un cambiano nel proprio pedigree e devo dire che sono molto contenta di vedere ancora nei cani di questo affisso – come in pochi altri – il collie vecchio-stile: quello con il pelo ruvido (non soffice), lo stop percettibile (non troppo marcato) e soprattutto il vero movimento del cane da gregge. Per quanto concerne gli smooth non posso che confermare la superiorità dell’allevamento Sancastle’s: i loro esemplari, soprattutto quelli tricolori, hanno ormai superato di molto il livello di quelli di origini inglesi e continuano a piazzarsi nei bog, bis coppie e progenie delle piu importanti esposizioni a livello mondiale quali Cruft’s, mondali, europee, nordic winner ecc.

 

20) Qual'è il tipo di collie a pelo lungo e corto che piu preferisci e quale non ritieni adatto?

 

Senza dubbi il tipo originale quello rustico ed elegante! Troppe volte vedo collies dagli stop esagerati con gli occhi tondi, le orecchie basse (tipica testa “orsacchiotto”), gli anteriori che sgomitano, i posteriori vaccini, le code corte ed arricciate ed il pelo troppo lungo e soffice… questi cani non sono collies, sono solo l’idea di un bel cane che alcuni allevatori spacciano per collies. Il vero pastore scozzese è quello il cui tipo non si è ancora perso nella versione a pelo corto: stop percettibili, occhi a mandorla scuri, orecchie piegate solo in punta ed attaccate alte… caratteristiche che denotano un’espressione unica che solo il collie ha nel vasto mondo delle razze canine. Il corpo tonico, lungo, le zampe con una buona ossatura, anteriori forti, posteriori ben angolati, code lunghe e mantelli ruvidi al tatto che resistono alla pioggia e ai cespugli, è questo il collie che immagino leggendo lo standard e che ho visto fin troppe poche volte premiato nei rings.

 

 

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