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Interviste a Junior Handlers |
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Ilaria Adua De Simone: Vicepresidente IJHA, Cyprus JH Finalist at Crufts 2011 |
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1. Grazie Ilaria per aver accettato di essere intervistata per SOH, perché non cominci raccontandoci i tuoi inizi in cinofilia? Se non sbaglio riguardano un border collie di nome Nebbia e la passione per l'Agility... I miei genitori hanno sempre avuto cani ma sin da quando ero molto piccola desideravo un cucciolo tutto mio. Quando ero alle elementari accompagnavo mio papà al campo di utilità e difesa e poi parlavo per intere giornate dei cani che avevo visto. Ho dovuto “soffrire” un po’ per avere finalmente il mio primo border collie Sky, seguito tre anni dopo dal secondo: Nebbia. Ho praticato agility per diversi anni e sono stata nella squadra junior italiana per due anni consecutivi.
Come sei passata da li alle esposizioni? Ho partecipato alle prime esposizioni per curiosità. La fine della mia carriera nella squadra junior di agility coincide con l’inizio di quella come Junior Handler. Ad un certo punto mi sono trovata di fronte a un bivio ma ormai ero talmente dentro le esposizioni, talmente affascinata da questo ambiente, come stregata da quel ring d’onore, dalle coccarde colorate e dalle coppe scintillanti che non sono più stata in grado di uscirne. Ricordi ancora la tua prima competizione come JH? La mia prima competizione di Junior Handling fu tecnicamente un disastro (non ero mai entrata in ring!), me ne resi conto e mi iscrissi a uno stage tenuto dal PH Richard Hellman che ha poi seguito me e Nebbia privatamente per più di un anno. Poco tempo dopo il mio primo concorso di Junior Handling arrivò il “debutto ufficiale” dove conquistai il secondo gradino del podio: da quel momento fu amore! Hai sempre esposto Nebbia? Come mai a differenza della maggior parte di JH che scelgono ogni weekend un cane diverso tu hai voluto insistere e competere il più delle volte con lui? Dopo la mia prima competizione mi era stato vivamente consigliato dal giudice di dedicarmi al Junior Handling con un cane che potesse attirare di più l’attenzione su di me. Ho pensato a lungo la notte dopo quella gara: andare avanti con il mio compagno o prendere in considerazione di puntare su qualcosa di più “scenico”? Nebbia è stato il mio primo “show project” e i risultati del mio lavoro non sono tardati ad arrivare: siamo saliti insieme, in meno di un anno, su circa 50 podi di competizioni nazionali e internazionali in tutta Europa, ottenuto il terzo posto sia al campionato italiano di JH che in quello svizzero, diventati campioni di JH a San Marino e campionessa e rappresentante al Crufts per Cipro. Avevamo un feeling particolare in ring e chiunque ci abbia visto può confermarlo. Averlo dovuto ritirare dalle esposizioni dopo la finale di Junior Handling mi ha davvero rattristato. I podi su cui eravamo saliti li avevamo conquistati come un binomio, le sconfitte vissute insieme. Tutto ciò mi ha fatto però riflettere: quale miglior compagno per la finale di JH al Crufts di un esponente della “mia” razza? Quando, due mesi dopo l’Internazionale di Milano, mi sono trovata a calpestare il tappeto verde con il border collie assegnatomi dall’organizzazione dell’International Junior Final ho rivisto in Miya gli stessi occhi di Nebbia: ero pronta a entrare in ring!
E tra le razze che hai avuto modo di esporre (tra cambi cani o handling nel ring di razza) quale ti ha divertita di più? Mi piace molto esporre cani a gamba lunga e uno dei cani che mi sono divertita di più a presentare, oltre Nebbia, è stato un Pharaon Hound durante l’esposizione locale di Torre Beretti. Hai mai partecipato ad uno stage di handling o jr handling? Ho partecipato a vari stages soprattutto nel periodo iniziale della mia carriera. A luglio ho avuto la possibilità di essere per la prima volta relatrice insieme ad Alice Varchi in uno stage dedicato ai giovani presentatori. Ormai hai già intrapreso la carriera come professional handler, come gestisci i cani che esponi? Li addestri te? Tutti i cani che espongo sono seguiti da me sia per quanto riguarda l’addestramento che la toelettatura.
In quale Paese europeo ritieni ci sia il miglior livello di Jr Handlng? Sicuramente le ragazze dei paesi nordici detengono il primato in quanto a precisione nel compiere le figure e dedizione nella toelettatura prima del ring. In Italia quest’ultima cosa in particolare spesso manca ma penso che sia compensata dalla passione che i nostri junior handlers mettono nel ring. In particolare quest’anno, in occasione delle quattro esposizioni notturne di Split (Croazia), i nostri rappresentanti italiani hanno dato il meglio di sé vincendo tutto! Da italiana, sono stata orgogliosa di poter lasciare un segno nel junior handling internazionale venendo selezionata al Crufts tra i migliori 8 junior handlers del mondo rappresentando Cipro.
La competizione tra i ragazzi è alta come nei ring di razza o credi ci sia ancora buona complicità? E' vero che spesso sono o genitori i principali responsabili della rivalità tra i ragazzi? Personalmente io non vedo tutta questa rivalità tra i ragazzi italiani, o se c’è è sicuramente minore di quella che ho trovato all’estero. Ho un bel ricordo soprattutto della finale di Milano: eravamo tutti insieme, uniti, a supportarci, sopportarci e scherzare in prering. Quali sono le tre parole chiave che determinano un bravo JH? Feeling, dedizione e umiltà. Il feeling con il cane è necessario per poter rendere al meglio durante il giudizio, instaurare un buon gioco di sguardi con il nostro compagno è essenziale! Per quanto riguarda il feeling con il ring.. su quello ci si può lavorare ma sono dell’idea che sia una dote innata. Dedicare tempo all’allenamento e osservare gli altri, più o meno bravi di noi, è il miglior modo per arricchire la propria esperienza. Scelto il cane con cui si vuole gareggiare occorre lavorare con lui quotidianamente, dedicarsi alla sua toelettatura e giocarci insieme. Diventare quindi un binomio, solo allora il nostro amico sarà davvero pronto a darci il cuore nel ring. Infine non posso non lasciare una nota riguardo l’umiltà. Ho visto parecchi Junior Handlers che dopo qualche gara vantavano già esperienze da PH e la cosa mi ha lasciato parecchio stupita. Sono sempre più convinta, show dopo show, che non si smetta mai di imparare!
In questi anni sta nascendo e crescendo la prima Associazione italiana dedicata al JH della quale tu sei Vicepresidente, parlaci in breve di questo progetto L’associazione è nata verso la fine del 2010 e in meno di due mesi abbiamo raggiunto un buon numero di tesserati e sostenitori tra cui spiccano vari nomi tra cui noti handlers, allevatori, giudici,.. L’obbiettivo principale è il miglioramento della qualità e professionalità durante le competizioni di Junior Handling in Italia. La strada è lunga e tortuosa ma tutti noi crediamo vivamente nel progetto e in poco tempo abbiamo già ottenuto qualche risultato!
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