Interviste ad Allevatori

Bearded Collies DEL CUORE IMPAVIDO: Filippo Ripoli (allevatore), Alessio Stramesi (co-handler) e Alessandra Fioravanti (assistant handler)          Intervista pubblicata in esclusiva per SOH

 

 

Caro Filippo, grazie anche a te per averci concesso questa interessante intervista, cominciamo con la più clasiche delle domande: quando è come è nata in te la passione per i bearded e per l’allevamento?

FILIPPO: La mia voglia di allevare si era mostrata fina da piccolo, e mi sono dilettato allevando qualsiasi animale i miei genitori mi permettessero di tenere. Per i bearded fu la stessa cosa, in quanto dopo poco che avevo preso il primo bearded Teo, inizia a stressare i miei genitori che volevo la femmina, loro contrari misero un veto all'acquisto... sarei dovuto passare all'esame di maturità con un certo punteggio, abbastanza alto per me che non sono mai stato uno studente modello... mi misi a studiare e mi impegnai e a fine estate c'era con noi Trudy.

Sicuramente non era bella come il mio primo cane, ed infatti lei non ha mai calcato un ring, io da buon pignolo ho preferito non esporla. Devo a lei moltissimo, è lei che ha prodotto la mia prima cucciolata e che mi ha dato in 3 cucciolate 7 figli campioni, nipoti campioni che le hanno portato il titolo di campionessa riproduttrice.

Ma Trudy soprattutto è una fantastica fattrice che accudisce figli, nipoti e tutti i cuccioli nati da me, lei ha fatto la puppy sitter pulendo e giocando con i cuccioli e lo fa ancora adesso che ha 13 anni.

Quando ho deciso nel 2000 di farle fare la sua prima cucciolata mi sono rivolto a Conny Loest titolare dell'affisso Firstprizebears, che avevo visto su riviste, internet, e che avevo avuto il piacere di conoscere a Milano alla mondiale. Lei mi ha consigliato di usare un suo maschio che viveva in italia Firstprizebears Blue Grass, un bel maschio blu che mi ha dato una bella cucciolata. Da quel momento ho iniziato a seguirla ad informarmi e la nostra conoscenza è diventata amicizia tanto che nel 2003 mi ha contattato per propormi Wiston, Firstprizebears Z Winnetoue, già campione belga, lussemburghese e olandese. E io non me lo sono fatto ripetere due volte… e sono partito subito per il Belgio per andare a prendere Wiston... che mi ha dato moltissime soddisfazioni sui ring e come riproduttore. Dopo Wiston l'ho convinta non senza difficoltà a darmi una femmina marrone figlia di un famosissimo cane inglese Gillaber Drummond, che aveva deciso di tenere per se... ed invece anche lei è venuta a vivere con me! Ritengo i sui cani tra i più belli e corretti, e credo che per me siano stati basilari e indispensabili per allevare e per avere successi espositivi. inoltre lei mi è stata molto d'aiuto consigliandomi e insegnandomi moltissime cose. Oltre ai Firstprizebears, un altro affisso che da sempre ho ammirato e che ho fatto di tutto per poter portare la loro linea di sangue nel mio allevamento è l'affisso Potterdale dall'inglilterra: oltre ad allevare da più di 30 anni soggetti bellissimi vincenti in tutto il mondo che sono alla base dei più famosi allevamenti, hanno vinto al Cruft il Best in Show con una loro femmina Potterdale Classic of Moonhill e ben due pastoral group con Potterdale Prophet. Loro rappresentano in tutto il mio ideale di bearded collie, quello che per me si avvicina di più allo standard e cioè un cane di taglia media, con delle teste bellissime, muso corto quadrato cranio largo, con un espressione dolce e quasi umana, corpo compatto e movimento tipico forte che dovrebbe permettere al bearded di muovere dietro al gregge nelle Higlands senza sforzo per intere giornate..

Negli anni ho conosciuto altri allevatori con cui collaboro e cerco di attingere più notizie possibili sulle lienee di sangue, sulle caratteristiche che uno stallone passa ecc ecc. Tra i quali Ildiko Muzsali che ha dato a me ed Alessio Dafne, Double Schotch Que Sera Sera, anche lei come me alleva unendo la linea Firstprizebears con Potterdale e ha ottenuto ottimi soggetti. 

 

Attualmente so che lavori in un negozio di toelettatura: in quale momento della tua vita hai fatto questa scelta di carriera e come o grazie a chi hai imparato il mestiere del toelettatore?

FILIPPO: Si Roby, ho un negozio di toelettatura ormai da 5 anni e diciamo che questo lavoro potrei definire una conseguenza dell l'allevamento dei bearded .

Subito dopo il liceo ho collaborato con alcuni allevamenti di zona dove sono andato ad imparare a toelettare alcune razze e mi occupavo proprio di toelettare e della manutenzione dei soggetti dell'allevamento.

Avendo spesso bisogno di portare i miei soggettii dal toelettatore ho girovagato per Pisa e provincia senza riuscire a trovare qualcuno che mi accontentasse e che non mi facesse spendere una fortuna avendo da prima 2 soggetti ma in poco tempo sono diventati 8. Dopo varie ricerche ho saputo che un amica allevatrice di skye terrier, Laura Calistri, aveva un negozio a Livorno e ho iniziato a portarle i miei soggetti e restando in negozio perchè era dstante da casa ho inziato ad aiutarla ad asciugare e lavare i miei cani. Da li è iniziato tutto perchè lei mi ha permesso di assistere mentre toelettava anche altri cani, d'aiutarla e da lei ho imparato tecniche di toelettatura, piccoli segreti che mi hanno poi permesso dopo qualche anno di poter aprire un negozio tutto mio. Mi sono specializzato in toelettature commerciali che sono le più richieste in questa zona, anche se ho alcuni soggetti da esposizione, che preparo e che mi danno molte soddisfazioni , oltre ai miei soggetti anche collies, chow-chow , cairn, border terrier ecc.

Non solo toelettatore, ma anche handler: so che hai da sempre principalmente sempre esposto da te i tuoi bearded, ma un giorno incontrasti Alessio…

FILIPPO: Si Roby e forse non sai che è merito o colpa tua! Se ti ricordi c'è stato un periodo che esponevi una mia bearded, Maya in alcune expo estere, e in Slovenia avevi dei ring concomitanti e hai chiesto ad Alessio se poteva aiutarti, lui ha presentato Maya e ottenuto un ottimo risultato facendo BOS dalla classe giovani, quindi io gli ho mandato un sms di ringraziamento e da li è iniziato tutto. Ho sempre presentato da solo i miei soggetti ed ho imparato con loro expo dopo expo, ho fatto un corso con Richard per due estati consecutive che si teneva a Prato dove cenavamo tutti insieme dopo il corso per me molto carino oltre che molto utile. Da quando ho conosciuto Alessio sono cambiate molte cose, mi aiuta moltissimo nella preparazione dei cani e si vede, e spesso li presenta anche, oltre a Dafne, Double Schotch Que Sera Sera, che è sua, presenta anche soggetti da me venduti e anche di mia proprietà così che possiamo portarne più di uno visto che sono impegnativi e vanno seguiti singolarmente.

 Alessio è sicuramente molto bravo e molto più professionale di me che ogni tanto lascerei al caso mentrelui invece è molto positivo e io sono sempre pessimista… percui mi da la giusta carica e devo ammettere che da quando c'è lui i successi sono aumentati tantissimo. Solo per farti un esempio pensa che se non ci fosse stato Alessio non ci sarebbe stato il successo di Spilt: infatti la quarta sera ero molto stanco e volevo andarmene finiti i giudizi della razza e Alessio con varie scuse, mi ha trattenuto fino a poco prima che iniziasse il gruppo 1 mentre io sbuffavo e caricavo la macchina lui preparava Leo... e poi com'è andata... ormai è storia.

Diamo ora la parola ad Alessio: come e quando hai iniziato a fare l’handler? Se non ricordo male accadde a causa di (o grazie a…) un infortunio di un tuo amico… 

ALESSIO: Che memoria Roby: in effetti è andata proprio così. Ormai si parla di circa 11 anni fa, ero andato all'expo' nazionale di Asti con la mia zwergschnauzer pepe e sale, ed era la sua prima esposizione in classe libera; durante lo svolgimento della manifestazione mi si avvicina una coppia, il marito con le stampelle a causa di un piede ingessato mi chiese se potevo presentare il loro Wolfspitz in quanto purtroppo il cane con lui non si esprimeva al meglio, non alzava le orecchie e aveva difficoltà a vincere.

Accettai con piacere e, miracolo, fra me e lui nacque subito un'intesa, forse perchè rappresentavo per lui una novità: mi guardava sempre con attenzione e alzava le orecchie e così fece da li in poi.

Una giornata memorabile, che non potrò mai dimenticare, principalmente perchè è stata l'occasione per conoscere Nanni e Laura (i coniugi padroni dello Spitz) care persone a cui sono profondamente legato e a cui devo tanto, dato che sono stati i primi a credere in me e a darmi la possibilità di continuare questa mia “sfegatata“ passione.

Per coronare l'indimenticabile giornata è arrivata anche la vittoria del Best in Show con la mia Schnauzerina "Bailando la Bamba Contigo", l'adorata "Mary"; al tempo un risultato eccezzionale per me, tenuto conto che allora ero solo un grande appassionato ma alle prime armi.

Il percorso iniziato allora continua ancor oggi con la stessa passione e con tanti risultati prestigiosi e soddisfacentii.

 

E un giorno il fato volle che arrivarono nella tua vita i bearded collies. Cosa ne pensi di questa razza e cosa provi quando ne presenti uno?

ALESSIO: Tu Roby, come sai bene....Ti ricordi...? Fai parte del fato. Penso che il Bearded Collie non sia una razza per tutti e non tanto per il mantello, che come soggetto da compagnia non è più' impegnativo di altre razze a pelo lungo, ma per quanto riguarda il carattere. Sono infatti cani molto attivi, energici e giocherelloni ed hanno bisogno di vivere in una famiglia simile a loro, in una parola: sportiva!

In tanti anni di vita insieme e di esposizioni ho inoltre notato una caratteristica peculiare: quella di avere con una persona in particolare, di loro scelta insindacabile, un feeling speciale, qualcosa di unico e diverso che sa rendere eccezzionale l'intesa e quindi anche i risultati che tenderanno ad ottenere, sopratutto con quell'individuo.

Con quest'ultima affermazione mi collego alla seconda parte della tua domanda e ti dirò che proprio per questa sua caratteristica trovo che il Bearded non sia un cane particolarmente adatto ad un handler; in effetti il carattere è molto mutevole da un'individuo all'altro e quindi le emozioni, l'intesa e i risultati tendono così a non essere costanti con soggetti diversi.

Ed e' per questo forse che non ho fin'ora ancora trovato un Bearded con affiatamento al 100 x 100; ma ce n'è uno che forse in futuro mi darà quell'emozione indescrivibile nel presentarlo: si chiama Angelo, ed è figlio dei due Bearded ai quali sono più legato in assoluto, Dafne e Leo, splendidi animali, caratterialmente di segno opposto e con i quali ho ottenuto, "immodestamente" risultati "esagerati".

Per quanto riguarda le emozioni a conclusione del mio ragionamento, penso di aver raggiunto il punto emotivo più alto non presentando, ma assistendo alla presentazione di Leo a Split : "Best of Best"!! Quel giorno Filippo e Leo sono stati una cosa sola... volando nel ring, legati indissolubilmente da quel feeling prodigioso di cui parlavo prima, quello che non sono ancora riuscito ad ottenere con un Bearded.

Quanto è importante nel risultato finale la toelettatura del bearded? E’ vero che non bisogna eccedere e mantenere un aspetto lontanamente rustico o preferisci portare sul ring soggetti preparati nelle migliori condizioni di mantello?

ALESSIO: Nel risultato finale secondo me più che la toelettatura conta molto la cura del mantello quotidiana, fatta a casa. In quanto la tessitura del bearded anche se tra un expo e l’altra lo si tiene molto condizionato una volta che lo si lava per l’expo la tessitura non risulta alterata, come per altre razze. Lo standard parla di un mantello piu rustico, che non andrebbe tagliato ne trimmato, ma è vero che con la toelttatura si cerca di fare risaltare le qualità dei nostri bearded. Noi cerchiamo di puntare tanto sulla cura a casa del mantello in modo che secondo chi giudica faccio una preparazione piu accurata oppure faccio una preparazione piu semplice ma comunque l’aspetto del mantello risultata sempre naturale ma curato.

Alessandra, passiamo a te: in breve come ti sei avvicinata al mondo delle esposizioni e come hai conosciuto Alessio diventando poi la sua assistente?

ALESSANDRA: Ciao Roberta, per prima cosa vorrei ringraziarti per l'opportunità che mi stai offrendo.

Ti racconto la mia storia. Già da piccolissima, così mi raccontano,amici e parenti mi regalavano cani di peluche ed io mettevo loro al collo un guinzaglio e camminavo ore e ore in giro per la casa parlandogli... Buffo eh? Sarà stato destino?

Ho sempre amato ed ho sempre posseduto cani e cavalli ed ho avuto la fortuna di poter vivere a stretto contatto con loro. Ho iniziato però ad avvicinarmi al mondo delle esposizioni con l'arrivo,nel gennaio del 2004,del mio primo cocker spaniel inglese (nonchè primo grande amore), Charlie. A marzo fu organizzata un esposizione amatoriale a Marina di Carrara,non sapevamo neppure di cosa si trattasse ma, molto incuriositi,decidemmo di portare Charlie. La mia storia inizia da qui ..da un ricatto di mio padre poichè io non volevo assolutamente entrare in quel ring,le sue parole erano state: "O entri nel ring o non ti ci porto più",fu così che,sfidata,presi il guinzaglio, entrai e vinsi quello che potevo con un cucciolo di 5 mesi. . Avevo vinto la sfida di mio padre ed adesso dopo un po' di amatoriali eccomi qui nel mondo cinofilo.. Grazie a molte persone in questi anni sono maturata parecchio e ringrazio tutti calorosamente.

L'incontro con Ale avviene nel maggio del 2010,conoscevo già Filippo che spesso mi aveva giudicato alle expo amatoriali. Ale mi notò alle prese con un alaskan malamute proprio all'expo internazionale di Orvieto e chiese a Filippo di me,così,dopo un breve periodo mi mandò una mail dove mi chiedeva di aiutarlo ad un'esposizione e mi disse che se ci fossimo trovati bene avrei potuto aiutarlo sempre. Inutile dire quanto mi trovo bene con loro,mi sono affezionata nel giro di pochissimo tempo,spero di regalare loro le stesse emozioni che provo io e di renderli orgogliosi di me!

 

Una bella storia. E come ti trovi a contatto con la razza di Filippo, i bearded?

ALESSANDRA: Come vi ho già detto,e come tanti sanno, la mia grande passione sono i cocker spaniel inglesi che rispecchiano pienamente nelle caratteristiche morfologiche e caratteriali il mio cane ideale. Il bearded comunque è un cane che si avvicina molto al mio standard ; un cane da lavoro vivace,energico,simpatico,dolce ma allo stesso tempo elegante ed intelligente. Ho avuto la possibilità di conoscere molti soggetti e di presentarne altrettanti allevati da Filippo,come i pluri ch Ho In Mente Te,Honeymoon e Favoloso del Cuore Impavido, e mi trovo molto bene poichè non sono cani timorosi e anche se molto affezionati al padrone si adattano facilmente a tutti. Inoltre,passando all'aspetto estetico,a me piace molto anche toelettare quindi non mi posso lamentare avendo i bearded una gran quantità di pelo :) !

Credo che Filippo stia facendo un ottimo lavoro,selezionando sia le doti morfologiche sia caratteriali perfettamente e gli auguro di avere ancora tante soddisfazioni.

 

Torniamo da Filippo: elencaci il cane da te allevato che meglio rispecchia il tuo tipo di bearded e un cane non tuo ma che ti piacerebbe aver creato. Spiegaci anche i motivi di queste due scelte.

FILIPPO: Cara Roby il bearded che ho allevato e che rispetta di più la mia idea di bearded collie è senza dubbio Leo, che infatti si chiama Ho In Mente Te… e questo nome non è stato dato a caso. L'accoppiamento da cui nasce Leo è stato molto studiato, ho scelto due soggetti che mi piacevano molto e che avessero le caratteristiche che per me sono importanti per la razza che allevo. Mentre io e mia madre assistevamo al parto di Molly, Firstprizebears Denver, a circa metà parto è arrivato Leo, cisiamo guardati e ci siamo detti lui non esce da questa casa!!! Crescendo Lo non mi deluso, oltre ad avere avuto molti successi espositivi che mi hanno confermato le sue qualità estetiche Leo rappresenta il bearded come lo vedo io, cane di taglia media, raccolto, con una testa molto bella e importante, con un espressione unica, dolce e tipica e poi il suo movimento forte con passo ampio grande allungo da segno di potenza e eleganza allo stesso tempo. Credo che da queste parole tu possa capire che mi piace proprio il mio Leo ed è legato a lui il soggetto che vorrei avere creato che è Gillaber Drummund, soggetto di allevamento inglese e di proprietà di Wendy Hines, giudice e allevatrice inglese, che oltre ad essere un soggetto spendido, che non ha calcato molto i ring inglesi, ha ottenuto il campionato inglese dopodichè si è dedicato alla vita di riproduttore, cosa che gli è riuscita benissimo visto che da lui derivano tutti i più bei bearded da 7 -8 anni a questa parte e per farti solo qualche esempio la 2 volta campionessa mondiale e vincitrice del gruppo a Stoccolma e 2 a Bratislava Firstprizebears Cony Island è sua figlia da cui noi abbiamo preso Dafne, Double Scoth Que Sera Sera. inoltre è padre e nonno dei vincitori di CC e BOB al Cruft degli ultimi 5 anni!!! Lui muove come un bearded deve muovere e lo trasmette. È incredibile vedere sul sito della sua allevatrice le foto in movimento sue e dei suoi figli e nipoti: muovono tutti nello stesso modo con poco sforzo e come dicono gli inglesi “sound movement”. Questo soggetto rappresenta per me un vero punto di arrivo e infatti ho fatto una cucciolata in inbreeding, accoppiando Leo e Dafne entrambi nipoti da parte di madre di Gillaber Drummond e credo che i giovani Mario, Nessuno Mi Può Giudicare e Angelo , Non Ti Scordar Di Me sono degni eredi e le mie speranze per il futuro.

In quale paese europeo dove ti è capitato di esporre hai trovato la migliore qualità di allevamento del bearded?

FILIPPO: Sicuramente il paese dove il bearded è meglio e più rappresentato è la madrepatria Inghilterra. Più volte sono andato a vedere il Cruft e non io personalmente, ma una femmina da me allevata, ha partecipato a questo evento dove vi sono più di 300 bearded iscritti. li qualità è altissima ed è il luogo dove si può vedere i migliori soggetti inglesi ed europei; inoltre a mio parere ci sono ottimi allevamenti che hanno prodotto soggetti importanti dal punto di vista espositivo e riproduttivo in Belgio, Ungheria e paesi scandinavi. Anche se ho esposto solo in alcuni di questi paesi, mi tengo aggiornato tramite internet, riviste, annuari di svariati paesi europei per avere più informazioni possibili su linee di sangue, accoppiamenti e risultati espositivi.

Alessio ed Alessandra, chi più e chi meno avete entrambi esposto in vari stati, potete lasciarci una opinione riguardo quelli a vostro parere in cui avete riscontrato i migliori livelli organizzativi e la migliore qualità per quanto concerne la qualità dei cani in generale (Alessio) e la bravura dei concorrenti al Junior handling (Alessandra)?

ALESSIO:  Come qualità si può dire che in Italia ci difendiamo alla grande :); la qualità cambia di nazione in nazione soprattutto riguardo alle razze che nel Paese sono piu diffuse e meglio allevate. Per quanto concerne l'organizzazione noi pecchiamo già di più :); siamo appena rientrati da un'expò in Svizzera e posso dire che l'organizzazione era eccellente, gli spazi espositivi adeguati, gli orari stabiliti pressochè corrispondenti. Posso dire che Germania, Svizzera e Austria sono i Paesi dove vengono rispettati gli orari e l'organizzazione è soddisfacente e quindi lì mi sono trovato meglio: meno stress per i cani e anche per l'handler è più facile organizzarsi il lavoro.
Mi piacerebbe poter andare in America e in Russia sia per valutare la qualità dei cani, sia per poter effettivamente vedere come sono organizzate le expò. Spero a giugno di poter andare in Russia per levarmi la curiosità e fare una bella e nuova esperienza.

ALESSANDRA: Si, ho avuto l'opportunità di viaggiare e presentare cani anche all'estero sia nello jh sia nei ring.
Sono stata colpita dall'organizzazione delle esposizioni in Austria, un clima solitamente sereno a bordo ring difficile da trovare in Italia e, in ogni show, un buon numero di iscritti per diverse razze. Un'ottima organizzazione anche per quanto riguarda lo junior handling anche se spesso è difficile trovare il tempo per partecipare in quanto le selezioni dei ragazzi vengono effettuate alla mattina. Forse questa è l'unica pecca. Per il resto il livello dei ragazzi è molto buono ed i giudici competenti. Dopo l'attento e accurato esame rilasciano delle schede (tipo pagelle) molto utili, dove sono evidenziati gli errori che hai commesso e alla fine dato un punteggio totale. Solo se totalizzi un determinato punteggio puoi accedere alla finale che si svolge poi nel pomeriggio. Penso che anche in Italia ci sia un buon livello e un buon numero di concorrenti ma non è mai stato dedicato abbastanza tempo a noi ragazzi. A mio parere e lo dico senza voler offendere nessuno, molte volte i giudici che sono chiamati per giudicare jh non sanno cosa devono giudicare ossia la nostra preparazione e finiscono per giudicare il cane e non noi ragazzi. Da quest'anno, con la creazione dell'Italian Junior Handler Association, credo e spero tanto in un grande miglioramento di questa disciplina; colgo l'occasione per ringraziare tu, che te ne occupi in prima persona, il nostro Presidente Onorario Richard Hellman e tutto il comitato per i vostri sacrifici e il vostro impegno.

Intervista finita, grazie amici!

 

 

 

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