Interviste a junior handlers

Alice Varchi: 3rd Pl. Pedigree International JH Final Cruft's 2008

 

1.       

Grazie Alice per aver accettato di essere intervistata per SOH, perché non cominci raccontandoci in che modo ti sei avvicinata alla tua prima razza, il Bedlington Terrier? Ciao Roberta, grazie mille per l’opportunità di questa intervista. L’incontro con il Bedlington è stato puramente casuale! Nonostante abbia fin da piccola nutrito un particolare amore per i quattro zampe, è stato solo all’età di sei anni che ho avuto l’occasione di avere cucciolo tutto mio. La mia prima cagnina è stata una dolcissima Dobermann e trascorrevamo le nostre giornate a rincorrerci per i corridoi della casa. Tre anni fa, purtroppo, “Runa” è venuta a mancare ma ha fatto a tempo a dare una veloce annusatina ad un simpatico, piccolo, batuffolo peloso nato davanti a lei uno di quei giorni trascorsi nella clinica veterinaria. Ed eccolo lì il suo inconsapevole erede! Colui che poco dopo avrebbe riportato la gioia nei nostri cuori: il primo Bedlington Terrier!

2) Dal primo cane alla prima esposizione il passo è stato breve? Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo delle manifestazioni canine? Direi che si, la zampata fra lui e la prima esposizione non sono stati molto distanti! Quando io e la mia famiglia abbiamo accolto Nemo, sapevamo poco o niente di questo mondo cinofilo dedicato alle esposizioni di bellezza ed è stato solo per curiosità che nel maggio del 2006 lo abbiamo iscritto all’esposizione nazionale di Seveso. Ad accompagnarci e ad aiutarci nella preparazione e nella presentazione è stato il nostro amico Claudio che ci ha guidati nelle nostre prime esperienze. Nemo, aveva vinto la classe guadagnandosi il suo “eccellente primo” che ci aveva reso molto fieri e contenti.

1)   3) Hai partecipato da subito come JH? Ricordi la tua prima esperienza? Sempre quel giorno a Seveso mi avevano detto che esisteva un concorso per Giovani Presentatori e ho partecipato con Nemo sapendo una sola cosa: “Il cane deve stare a sinistra!”; e così ho fatto per tutta la gara, senza aver mai neanche saputo come un cane si piazzasse! Siamo arrivati quinti  su sei con il sorriso sulla faccia e da quel momento in poi, io ed il mio cane abbiamo deciso che ci saremmo cimentati in questo nuovo tipo di esperienza.

4.   4) Fino ad ora quale, tra le razze che hai esposto, ti ha divertita di più? Tutte! Ogni cane è divertente per caratteristiche di razza, di comportamento o anche solo di personalità! Sicuramente quando presento i miei cani abbiamo un livello di intesa eccezionale ma infondo è quello che cerco di trovare con ogni singolo soggetto. Forse, ma rimanendo molto sul vago,  il cagnolino più divertente che ho preso in mano fuori dal ring, ma non presentato in gara , è stato un simpaticissimo Pomerania: un folletto volante!

5) Quale hai invece trovato più difficile da presentare e perché? Il più difficile è stato un diffidentissimo Cocker Americano. Infatti, se pure mi sembrava che mi avesse preso in amicizia, ha dimostrato il totale opposto nel ring! Pessima performance!

      6) Hai partecipato a dei corsi? Come hai approfondito le tue conoscenze sull’handling? Non ho mai partecipato a nessun tipo di corso anche se credo davvero che possano essere molto utili! Ciò che imparato fino ad adesso è stato appreso sul campo e, soprattutto, frequentando molto le esposizioni all’estero! Alcuni trucchi si possono rubare con gli occhi ma, per iniziare professionalmente a presentare i propri soggetti, credo che l’aiuto di qualcuno in gamba nel mestiere sia assolutamente indispensabile! Anche per quanto riguarda lo Junior Handling, che è molto più che portare semplicemente al guinzaglio un cane!

 

òòò7) Toeletti tu i cani che esponi? Se no: prevedi di frequentare qualche scuola o rivolgerti ad un istruttore? Si, per quanto riguarda in particolare i miei Bedlingtons. Per altri cani che non posso tenere o che non arrivano con me in esposizione, capita di trovarli già pronti con il guinzaglio a bordo ring. Ho frequentato un corso ma non è da dimenticare che non si finisce mai di imparare (in qualsiasi ambito) ed è nei miei progetti seguire stages di approfondimento o anche farmi dare qualche consiglio dai singoli allevatori. Per le competizioni di Junior Handling non è necessario ma è sempre bene conoscere qualche nozione sulla toelettatura specifica della razza presentata, anche solo per accrescere la cultura personale… Piccolo suggerimento: sempre avere un pettine o una spazzola a portata di zampa!

8) Quest’anno hai avuto l’emozione di partecipare a Cruft’s come rappresentante per l’Italia ed è andata benissimo! Raccontaci questa avventura. Dire che è stata l’emozione più forte della mia vita forse è troppo banale. Per me era la prima volta in assoluto al Crufts e ciò che posso evidenziare, aldilà del’International Junior Handling Final, è la bellezza e l’organizzazione efficientissima dell’esposizione. Fortissimo è stato anche il legame che si è instaurato con gli altri Junior Handlers: eravamo 38 rappresentanti provenienti da molte nazioni del Mondo, il record di partecipazioni per il Greatest World Dog Show! Vivere insieme quei giorni è stato fantastico. Abbiamo condiviso molti momenti che forse si vivono una volta sola nella vita: a partire dalla cena di Gala, in cui ci si scambiano dei regalini che si portano dalla propria nazione, fino a prendere il thè il giorno prima della gara per arrivare al momento in cui si entra nell’arena piena e illuminata. L’arena. Mamma mia mi vengono ancora i brividi! Alla mattina della finale, durante i primi giudizi con il proprio cane e lo scambio, era quasi vuota. Ma alla sera, prima del Best In Show, quando era il momento del giudizio degli otto finalisti e all’annuncio podio, era da piangere: dal “Collecting ring” sentivamo il discorso introduttivo  dello Speaker che ci stava per presentare uno a uno, e poi un enorme applauso. Non posso esprimere le scariche di adrenalina che ho avuto quando ho sentito l’Italia chiamata fra i primi otto e quando ho visto la giudice Mrs. Renée Sporre Willes camminare verso di me per stringermi la mano e abbracciarmi: il terzo posto!!! Una cosa è sicura: l’ultimo giro di ring con la dolcissima “Sadie”, la mia Irish Setter conosciuta un’ora prima della gara, su quel tappeto verde, è stato bellissimo.

 

9) I tuoi genitori ti hanno sempre sostenuto? Ovviamente si!!! Tutto ciò che sono riuscita a raggiungere lo devo anche a loro, che mi hanno sempre “scarrozzato” in giro per l’Europa e mi hanno permesso di essere sempre presente nei Ring. Mi hanno sempre sostenuta incitandomi quando ve ne era bisogno e insegnandomi a non abbattermi mai ma andare sempre avanti a testa alta. E’ importantissimo  avere qualcuno che crede in te. Grazie mamma e papà.

10) Riesci a conciliare lo studio con le esposizioni? Domanda difficile! Adesso frequento il terzo anno di un liceo scientifico ma nonostante qualche giorno di assenza dovuto ad esposizioni all’estero non ho mai avuto problemi. Non posso negare che dedico i miei pomeriggi ed i weekend ai cani e lo studio domestico si restringe al minimo indispensabile. Ma come si vuol dire “Chi presta attenzione in classe è a metà dell’opera” e credo che nessuno meglio di me possa attestare per questo proverbio: non ho mai preso un insufficienza, anzi!!!

11) Nonostante tu sia in cinofilia da poco tempo hai avuto occasione di esporre in diversi Paesi europei, in quali hai trovato un maggiore livello organizzativo? L’organizzazione consolida la base della bella venuta di un’esposizione. E’ quindi la parte più importante su cui i vari Gruppi Cinofili devono puntare. Dire che ci sia una differenza di livello organizzativo fra un Paese e l’altro forse può notificare una sorta di “discriminazione”. Molte esposizioni sono organizzate bene, in Italia come in Slovenia come in Austria (ecc…), mentre potrebbe capitare che in queste stesse nazioni qualche volta possa verificarsi qualche contrattempo..

12) Quali sono, secondo te, le caratteristiche che deve avere uno JH e quali che non deve assolutamente avere? Si parta dal presupposto che un Junior Handler (non parlo di Allievi perché il giudizio sarebbe più elastico) non è un ragazzino che porta al guinzaglio un cane, ma ben sì è la figura che incarna un futuro professionista: uno Junior Handler quindi, come prima cosa, deve comportarsi da professionista! Deve saper come muoversi in un Ring, come comportarsi in presenza di un giudice e con gli altri partecipanti ed infine, cosa più importante, deve saper “interagire” con il cane presentato. Il punto base di un giudizio di una competizione di Junior Handler è infatti la dimestichezza con le tecniche di presentazione! Bisogna sempre essere molto determinati in ogni singolo movimento, non nell’ottica “Io sono più bravo” ma nell’ottica di “Il mio cane è più bello”. L’handler presenta il cane e non se stesso, e ciò che va risaltato in questo tipo di gare è il soggetto e non la propria persona. Mi preme solo dare un consiglio a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere quest’attività: è sempre meglio cominciare a gareggiare con il proprio cane oppure un soggetto con cui si ha un certo livello di intesa!

 

13) Cruft’s, Westminster o esposizione mondiale, a quale di queste tre sogneresti di vincere sul gradino più alto dello JH? Beh preferirei astenermi dal rispondere a questa domanda per scaramanzia! Hehehe! Il sogno del Crufts lo sento in  parte già coronato con il terzo posto, ma essere nominati International Junior Handler of the Year deve essere ancora più fantastico! Westminster non è purtroppo aperto a tutti i ragazzi ma solo ai cittadini americani quindi la rinuncia è presso che inevitabile… Il Mondiale, non sono ancora mai entrata nel ring di un’esposizione di questo tipo: attendo con ansia Stoccolma in luglio. Siamo pronti, speriamo di essere anche ben preparati e che tutto, dal giudizio dei singoli cani fino alla Finale Mondiale di Junior Handling, vada per il meglio. Sia quello che sia, si gareggia sempre per vivere l’esperienza (non manca comunque mai un po’ di determinazione!).

14) Hai progetti per il futuro? Progetti alla mia età se ne hanno tanti! Per cominciare, finito il liceo vorrei proseguire gli studi in Medicina Veterinaria. In secundis mi piacerebbe riuscire a soggiornare in America per un periodo di tempo allo scopo di approfondire ed affinare alcune tecniche di presentazione, toelettatura e vivere la cinofilia anche sotto il punto di vista degli States, la quale sembra molto differente da quella a cui siamo abituati in Europa. Magari in un futuro diventerò allevatrice, chissà di quale razza; o magari continuerò con l’handling. Per il momento mi piace definirmi “una ragazza molto legata ai quattro zampe” e poi, insomma, quello che sarà, sarà!

 

Torna alle interviste click qui