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La comunicazione alla base dell'addestramento |
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di Roberta Semenzato articolo realizzato per il portale www.pastorescozzese.com |
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Addestramento
Pelo curato alla perfezione, una posa statuaria, un movimento fluido e dall’altra parte del guinzaglio un uomo o una donna elegantemente vestiti e a proprio agio nel ring: sembrerebbe quasi che un cane accompagnato da un handler non cambi mai, potremmo vederlo sotto il sole di una esposizione estiva, sulla moquette di un evento di gala o sul podio di qualsiasi altra manifestazione di bellezza, come in una fotografia nulla si deteriora e tutto è sempre come deve essere. Ma come può una persona, al di la degli studi fatti e dell’esperienza negli anni acquisita, riuscire a conquistare l’attenzione di un cane al punto tale da diventare per esso un accompagnatore migliore del proprietario stesso? Come fa un perfetto estraneo a divenire l’unico punto di riferimento di un cane spesso anche coscienzioso della presenza della propria famiglia a bordo- ring? Esistono tecniche per aumentare la fiducia del cane nei nostri confronti, si può decidere di far dormire sul proprio letto un soggetto particolarmente diffidente, potremmo farci accompagnare da quello piu timido alle colazioni al bar… ma questo spesso non basta.
Che siate handlers intenti a portare ai massimi livelli il vostro show- dog di punta, allevatori interessati a dare nei propri cuccioli il corretto imprinting, o ancora proprietari ai primi insegnamenti del nuovo cucciolo: non risentitevi se vi sembra di avere a che fare con il cucciolo (o adulto) piu testardo della vostra carriera di cinofili, non demoralizzatevi se ciò che fino ad ora si era rivelato il metodo chiave improvvisamente fallisce: dovete trovare la giusta combinazione, intuire cosa fa accendere quella lampadina nella testa del cane che all’improvviso sembra illuminare la sua intelligenza e gli fa capire ciò che volete da lui. Imparate allora a capire e parlare, oltre che il linguaggio dei cani nel loro generale, anche quello di ogni singolo soggetto.
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