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Esposizioni
Purtroppo col passare del tempo vari fattori hanno fatto si che il
titolo di “campione” venga assegnato non più solo a quel soggetto che
nella razza spicca in eccellenza, ma per un buon numero di casi, a cani
il cui valore è nella media. Magari questi buoni soggetti hanno concluso
in breve tempo (anche in due soli giorni) il titolo di campionato in una
esposizione, laddove magari la concorrenza non era rilevante, o senza
mai passare tramite il giudizio di specialisti. Negli esempi di carriere
“normali” brilla la totale mancanza da parte del proprietario/allevatore
dell’interesse ultimo delle esposizioni, quali giudizi di persone
qualificate e confronto con altri allevatori.
Per tale ragioni diventa necessario per far emergere l’alto livello di
un cane, non nell’intento di fargli concludere uno o più campionati in
se e per se, ma diviene importante agire in modi e tempi giusti per fare
del proprio campione un campione “speciale”.
A tale proposito cito ciò che Lisa Leavalle, allevatrice statunitense di
setter inglesi (Melwood k.), scrisse in poche ma essenziali parole che
prima di tutto non ogni campione può diventare un campione “speciale”.
Secondo: dovete decidere cosa intendete voi per “speciale”. Alcuni
sostengono che basti qualche piazzamento nel raggruppamento, altri sono
convinti che il cane debba essere il numero uno nella sua razza (ma cosa
si intenderà poi per numero uno?). A questo punto se siete interessati a
far diventare il vostro cane un “campione speciale” dovrete decidere
quanti soldi e quanto tempo siete disposti a spendere per farlo salire
ai vertici dei nomi che contano. Esporrete da voi il cane o vi
affiderete ad un handler? Quante esposizioni farà? Il cane dovrà
innanzitutto essere un eccellente esponente della sua razza e non solo,
dovrà inoltre avere una grande attitudine al ring e dovrà saper
sopportare – nel caso decidiate di raggiungere il titolo di “top” – lo
stress dovuto ad una lunga serie di esposizioni consecutive. Ovviamente
il pelo e le condizioni fisiche dovranno essere sempre super e per
questo saranno necessari anche addestramento e una indiscussa cura del
mantello. Ultimo fattore ma non secondario. dovrete voi essere in grado
di lasciar scivolare le pesanti critiche che arriveranno, perché insieme
ai complimenti, anche quelle non tarderanno ad arrivare in quantità,
soprattutto se il management del vostro campione sarà stato ottimale!
Come gestire quindi la carriera di un campione per renderlo speciale?
Ci sono innanzitutto delle strategie da attuare:
Strategia A: far fare al cane pochissime uscite, mirate, possibilmente
in esposizioni di alto livello (speciali, raduni, esposizioni giudicate
da specialisti) o con alti numeri (grandi internazionali, europee,
mondiali, eventi).
Strategia B: esporre il cane più volte possibile, privilegiando
esposizioni con grande visibilità e nelle quali sono presenti sia
giudici nazionali che internazionali. Una volta concluso un anno da top
nel paese di residenza del cane, cominciare a gestire le uscite al di
fuori del paese per brevi ma importanti apparizioni o per accumulare
titoli di campionato e risultati.
Le due strategie non si possono attuare totalmente in contemporanea, ma
un cane che viene esposto ogni week end perché punta al titolo di Top
Dog, può anche permettersi qualche pausa dai ring internazionali
concedendosi solo importanti apparizioni sotto il giudizio di esperti e
sotto gli occhi di grandi allevatori.
Ovvio che la strategia andrà scelta – come precedentemente spiegato -
anche in base alle caratteristiche psico-fisiche del cane, al tempo ed
al budget disponibile.
Gli obiettivi andranno scelti in base alla strategia che vorremo e
potremo attuare:
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Obbiettivo A: far conoscere
il nostro campione speciale a livello nazionale, europeo o mondiale
tra gli amanti della razza quali allevatori, giudici specialisti ed
appassionati.
Obiettivo B: far conoscere il nostro campione speciale alla
cinofilia del proprio paese per farlo salire di notorietà non solo
quindi tra i conoscitori della razza, quanto tra la classe
giudicante ed il mondo espositivo in generale
Strategie ed obiettivi diversi porteranno anche a diversi risultati:
chi seguirà i primi (soggetto esposto poche volte ad eventi d’elite)
potrebbe diventare un cane importante per la razza all’interno della
nicchia già esistente come prodotto di una selezione importante o
come soggetto consigliato per la riproduzione. Chi invece sceglierà
la strategia e l’obbiettivo B potrebbe anche non avere un grande
riscontro a livello di allevatori (dovuto alla mancanza di
importanti confronti) ma potrebbe avere comunque un buon riscontro
per quanto riguarda la visibilità sia del soggetto singolo che della
razza. |

Roberta Semenzato
e una siberian husky nel ring d'onore |
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